Italiano    English

Il sito leader sul Teatro
18.264 iscritti - 790 teatri - 10.547 spettacoli
QualeTeatro
Zoom

Giudizio dei visitatori

Nessun voto
Nessun voto
Dai il tuo giudizio

Il tuo giudizio

1 2 3 4 5
 

Annibale non l'ha mai fatto

Tag
teatrocarcere teatro-sociale contrappunti-09-10 andrea-pennacchi kessaci-farid  

Sito
http://www.tamteatromusica.it/contrappunti10/sp...

Scheda
Di
Andrea Pennacchi e M.Cinzia Zanellato
Con
Kessaci Farid
Drammaturgia
Andrea Pennacchi
Video
Raffaella Rivi
Luci e fonica
Alessandro Martinello
Organizzazione
Paola Valente


nello studio su “Annibale non l’ha mai fatto”, che nasce dal progetto di Tam Teatrocarcere al Due Palazzi , viene affidata la narrazione dell’evento storico ad un detenuto attore .

Il teatro carcere costituisce un'imperdibile occasione etico-estetica per teatranti e liberi di ogni ordine ed estrazione sociale. Nell'era del testimone oggettivo, estraneo, l'attore/narratore detenuto è il testimone "interno" alla materia umana. Preannuncia un'estetica necessaria e futura, dell'agire più che del raccontare, del "colpevole" o del "protagonista" più che della "vittima".
L'attore detenuto ha esperienza. Rende visibile la peculiarità del teatro, qui e ora, riporta le grandi tragedie in scena. Nel suo "errore" e nel suo cercare una storia che gli si attagli, non possiamo che riconoscerci. Come le grandi tragedie del passato, la sua storia ci ricorda che non c'è una linea che separa il bene dal male, i buoni dai cattivi. Solo uomini, in diverse condizioni.
Nessuno sa come reagirà alle cose importanti finché non si trova lì, sul posto. Quando sei sul posto fai o non fai, agisci giusto o meno, e se sopravvivi, hai fatto un’esperienza. E vai subito a cercare una storia che le stia bene.
Le storie che racconto, che mi racconto, dicono chi sono.
E son le storie che mi racconto a trasformare gli errori, le cose che faccio in esperienza. Che son solo storie, parole, flatus vocis, ma diventano magiche se do carne a quello che dico, se agisco di conseguenza.
È un cane che si morde la coda: le storie ti muovono, tu ti muovi, fai, e poi cerchi una storia per dire cos'hai fatto.
Il detenuto è il protagonista di un teatro antico, arcaico, e nuovissimo e necessario come il pane.


Wolfgang Schivelbusch, uno storico intelligente, notava che il timore di essere sopraffatti e distrutti da orde barbariche è vecchio come la storia della civiltà. Da quando l'Italia si è convinta di essere in decadenza, si passa tempo prezioso a dipingere immagini di deserti, giardini saccheggiati da nomadi e palazzi in rovina dove pascolano le greggi dei barbari; si passa tempo nella paura, per niente.
Qual'è il vaccino contro questo male? Parlarsi, scambiarsi storie, condividerle, finché quello che è strano non diventa familiare. Magari partendo da qualche tratto in comune.
Il Mediterraneo, per esempio, o qualche brandello di Storia, con la “S” maiuscola, un Leviatano fatto di tante storie piccole, ieri come oggi.
Secoli fa, ad esempio, un tunisino, iniziò un viaggio verso l'Italia che sarebbe entrato nella storia e nella leggenda.
Seguito da un numeroso gruppo di migranti, non intraprese la strada del mare, quella più breve, ma – forse per evitare i controlli e i respingimenti – passò per la Spagna ed entrò in Italia attraverso le Alpi.
Fin qui niente di straordinario, ma questo migrante si portò dietro dromedari ed elefanti, e i celti della Padania lo accolsero a braccia aperte!
Questa sembra essere una storia che vale la pena raccontare.

Programmazione

Data Teatro
dal 16 apr al 18 apr Teatro Maddalene, Contrappunti 09/10 Variazioni sul tema (Padova)

Alert

Ricevi una email quando ci sono novità su questo spettacolo
(es. viene rappresentato di nuovo)
Clicca qui per richiedere il servizio (è gratis!)

QualeTeatro.com non e' responsabile per le informazioni contenute nel sito.
Si consiglia di contattare i teatri o gli organizzatori per la conferma degli spettacoli e delle date.
Modifica questa pagina