Scheda
“Io amo sognarmi più che fare, mi affatica il passaggio dal sogno alla realtà”.
Monaco di Baviera, 7 novembre 1923.
Adolf H. fa il pittore.
Adolf HITLER no. E’ un giovane politico che si prepara ad un atto clamoroso: il “putsch”, il tentativo di destituire il governo bavarese.
Poi c’è una donna, che ha un lavoro e conosce entrambi.
E’ sera, diventerà notte presto.
E voi siete spettatori in questo teatro, stasera.
Guardate. Gli occhi.
Sentite. Le orecchie.
Sul palco, per quei 2 Adolf davanti a voi è tutto terribilmente difficile.
Quel che resta è solo una lanterna, una luce palpitante.
Ci resta un’impossibilità.
Ci resta una sfida all’impossibile.
Il senso pieno dell’arte, il punto di vista della mancanza assoluta di compassione.
E’ buio, è vuoto, fa male.
E comunque, bisogna vivere, vivere e condividere il dolore.
Ma è arte questa?
Fabio Doriali