Scheda
In collaborazione con
Teatro della Contraddizione di Milano
Compagnia della Corte di Pavia (PV)
Corte Ospitale di Rubiera (RE)
e L’Unione Italiana dei Ciechi di Milano
Sponsor Bonaconza Carni
Testo e regia di
Carolina De La Calle Casanova
Assistente alla drammaturgia
Sarah Chiarcos
Consulenza Filosofica
Dott. Massimo Canepa
Con
Renato Avallone
Federico Bonaconza
Elisa Bottiglieri
Alessandro Castellucci
Paolo Faroni
Silvia Paoli
Marco Ripoldi
Valentina Scuderi
Coreografa
Lara Guidetti
Musiche originali
Bruno De Franceschi
Disegno Luci
Luna Mariotti
Costumi
Margherita Maltese
Effetti Sonori e montaggio
Alberto Scotti
Voci
Luciano Mastellari
Fabio Groppo
Lia Cotarella
Federico Manfredi
Remo Melloni
Disegni
Paolo Faroni
Fotografie di scena
Alessandro Brasile
Riprese video
Stefano Slocovich
Organizzazione
Josephine Magliozzi
Si ringraziano per la preziosa collaborazione Francesca Cavallo, Paolo Rossi e Giampaolo Spinato.
“Gli scapigliati, la bohème, i poeti maledetti, i “geni e sregolatezza” ci hanno lasciato un segno indelebile. Un marchio ingannevole nel cuore. Loro hanno visto l’abisso, il baratro dell’animo umano. Loro, luci di bohème, sono stati dall’altra parte e hanno visto quello che noi umani non possiamo immaginare. Tanti diversi modi di morire in versi: droghe, alcool e tanta fama in solitudine.
Noi viviamo a mosca cieca, tra la crudeltà e l’ingenuità di un gioco che ci rende giovani in eterno. E in questa storia scaviamo nella fossa di uno degli ultimi bohèmien.
Ci piacerebbe essere come loro. Essere maledettamente stronzi e bravi come loro. Peccato che sia solo un’illusione. Peccato che sia soltanto un peccato morire così giovani, perché nessuno si ricorderà di noi. Cranei privilegiati!”
Un poeta povero e cieco perde la vita sul portone di casa, in un paese travolto da manifestazioni, abusi di potere, vittime innocenti e ignoranti del loro destino, cani e gatte randagie che ammazzano o amano per un piccolo osso.
Il nostro Tiresia attraversa la propria città l’ultimo giorno della sua vita, senza fare l’oracolo o dare previsioni; come Cristo condivide il dolore altrui ma resta impotente, e come Cristo muore abbandonato.
Mosca Cieca è il crepuscolo di un eroe. Un eroe che non è battuto - cosa che confermerebbe il suo eroismo - ma deriso. Se vogliamo trovare dell’eroismo nel nostro protagonista, Max Stella, allora lo dobbiamo cercare nella dignità con cui affronta il proprio declino, ma questo non lo preserva comunque dall’essere la parodia di se stesso.
Il giorno della morte di Max viene raccontato, in bilico tra presente e ricordo, dal coro: i clienti del bar sotto casa, la sua famiglia, il suo cane da guardia Buon Latino, le autorità, gli sconosciuti. E’ un coro che non assiste come testimone di morte ma che collabora alla sua fine, come in un’eutanasia di gruppo.
E’ un coro che, nel rappresentare il giorno della sua morte, lo usa come burattino che deve interpretare se stesso. Loro, che hanno visto tutto, guidano il racconto a proprio beneficio.
Ma il suo funerale, come sappiamo, è e sarà sempre una festa.
– Carolina De La Calle Casanova –
MOSCA CIECA ha vinto la prima edizione del concorso “Nuove Sensibilità”, organizzato dal Nuovo Teatro Nuovo di Napoli in collaborazione con l’ETI.
Da concorso lo spettacolo toccherà le maggiori piazze dei circuiti che hanno aderito al progetto e sarà ospitato da importanti e attente realtà teatrali nazionali, come il Teatro Libero Incontroazione di Palermo e la Corte Ospitale di Rubiera.
Giovedì 17 luglio 2008, ore 21.30
Palazzo Ducale, Via La Corte - 70031 Andria
Festival Internazionale Castel dei Mondi 2008
info: www.casteldeimondi.it